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 Lettere: Intervista al Presidente Pino Macrì alla presentazione del ns. calendario 2010

lettere della nostra associazionePino Macrì giovanissimo presidente di Noi, Briciole onlus risponde cordialmente ad alcune domande poste dal pubblico durante l’inaugurazione dei calendari 2010 delle briciole

 
1) Qual è il motivo del nome dell’associazione?
Il nome della nostra Associazione: “Noi, Briciole” è stato coniato dalla storica briciola Teresa.

Data la natura democratica del nostro gruppo, in occasione di una riunione i partecipanti hanno avuto la possibilità di proporre dei nomi che poi sono stati messi alle votazioni. Il motto di Teresa è risultato il vincitore. La motivazione è la seguente: Noi sta ad indicare il fatto che tutto ciò che facciamo lo prendiamo a cuore così diventa “nostra” nel senso più intimo dell’aggettivo; Briciole in riferimento alla nostra Umiltà che ci spinge ad agire ed operare con gratitudine, dedizione costanti ed ad accontentarci anche del piccolo gesto.


2) Come si finanzia “Noi, Briciole”?
Il sostentamento della nostra associazione viene garantito dalle offerte dei Privati. Iniziano ad essere significativi anche gli introiti da parte delle aziende in senso lato.


3) Perché un giovane dovrebbe aderire?
In primis per il puro associazionismo che può trovarvi all’interno e poi per il gusto del volontariato. Diciamo che i giovani talvolta o si buttano a capofitto nei progetti o tentennano all’idea di far parte di una associazione, quasi come se non si sentissero in grado di sopportare l’onere-onore di parteciparvi attivamente. Tuttavia una volta entrati nel giro si mostrano attivissimi e volenterosi. Ognuno può contribuire con la sua diversa cifra stilistica a realizzare nei fatti un cambiamento sociale in favore dei meno fortunati. Questo lo scrivo e sottoscrivo. Dipende dalla misura di sé che decide si mettere a disposizione delle nobili cause che gli vengono proposte, rimane una scelta soggettiva.


4) Come hai fatto a convincere tanta gente a partecipare ai progetti?
Non ho una formula vincente o un segreto particolare. Credo che nel mio caso il desiderio di condividere sia un mio bisogno fisiologico che sembra riesco in buona parte a trasmettere. Fare le cose con anima e corpo alla lunga paga sempre così come esporsi in prima persona ma con in cuore la volontà di gestire onestamente gli investimenti che i donatori ti affidano come rappresentante di una onlus. Rispondo con 3 elementi che invogliano a sostenere Noi, briciole:

-reperibilità del sottoscritto e dei volontari

-rintracciabilità delle donazioni

-possibilità di viversi il sociale sulla pelle


5) Quale è la frequenza e la durata delle attività?
Noi, Briciole non ha una scadenza!!! Quando si fonda qualcosa insieme ad un gruppo di persone amiche che condividono una stessa ottica sul mondo si pensa che sia “vita natural durante”. L’unica tempistica che scandisce il percorso della onlus è quella dettata dai progetti. Cerchiamo di raggiungere la meta nei tempi giusti, anche perché bisogna vedere i risultati visto il mondo delle chiacchiere evanescenti che ci circonda… I nostri fatti concreti coincidono con la miriade di progetti realizzati. Negli ultimi 15 mesi abbiamo aiutato l’Abruzzo, vaccinato 1000 bambini, sostenuto la casa accoglienza della Peter Pan per l’oncologia pediatrica, adottato 2 bambini singoli, finanziato 2 interi villaggi in Africa, raggiunto la cifra per l’acquisto del Doblò al Bambin Gesù, inviato fondi ad Haiti e c’è in cantiere un progetto per l’India già attivato.

Non posso che guardare con ottimismo tutto ciò soprattutto in una prospettiva di sviluppo di Noi, briciole in futuro. I segnali di continui record nella raccolta fondi e il gradimento delle persone che coinvolgiamo fanno davvero ben sperare.


6) Come è nata la passione per il volontariato?
La passione per il volontariato è un’esigenza personale, che nasce da dentro. Senti che qualcosa ti spinge a dedicarti agli altri e quando non ne puoi fare a meno devi trovare la via giusta per dare un “Senso” a tutto ciò. In futuro nel momento in cui capissi che si trattasse solo di una mia gratificazione per il fatto di sentirmi utile al prossimo, mi farei immediatamente da parte. Intendo questa come una missione quotidiana dove io sono più che altro uno “strumento”, non concepisco l’idea di solidarietà sbilanciata verso chi la fa e che ne beneficia per vie traverse. Per me volontariato è gratuità, quindi mi piace carpirne anche gli aspetti agro-dolci meno “accomodanti” che però gli conferiscono quel crudo realismo che sa di vita vissuta, non di favola sdolcinata “scrolla-coscienza”.


7) Come descriveresti l’esperienza dello stand per 2 giorni a Fiumicino?
Un’esperienza molto caotica, dove spesso le Briciole hanno dovuto confrontarsi face to face con le persone e andare proprio “a rompere le uova nel paniere” di coloro che, pensando al viaggio da fare, non avevano nessuna intenzione di prestare attenzione al nostro progetto. Ci sono stati, comunque, rivolti positivi e negativi. Talvolta mi sono trovato a dover difendere con le unghie e con i denti quello che stavamo facendo… una gran bella “prova fedeltà” per tutti i volontari. Non escludo che si possa ripetere tra qualche mese, ci andremmo con uno spirito molto più preparato comunque!


8) La Fede quanto è alla base della vita e di “Noi, Briciole”?
E’ scritto proprio nel nostro statuto dell’onlus: L’associazione Noi, Briciole si ispira al concetto di carità cristiana. La Fede è di per sé un concetto non misurabile e molto traballante, diffidare da chi la sbandiera come stendardo continuo…. È la prova certificata dell’assenza di Fede nella propria vita! E’ una Virtù che si può solo provare a testimoniare nel quotidiano, nelle scelte che ci si pongono davanti come volontari, ma soprattutto come persone…


9) Perché siete passati dal libro di ricette al calendario?
Rientra nel mio concetto di impegno sociale quotidiano. Se per 12 mesi l’anno fossi costretto a ripetermi sempre uguale a me stesso nel rapporto con le centinaia e centinaia di donatori potrei morire…. È come se azzerassi la mia creatività che sempre più, insieme a quella dell’assemblea e del direttivo, cerchiamo di inserire all’interno delle attività associative.

Mai assecondare il “pubblico” in tutto e per tutto. A volte disattendere le aspettative è la maniera più onesta per rispettare le persone che ti sono davanti e stimolarle con nuovi input.

Il messaggio forte che deve uscir fuori dalle nostre pubblicazioni (autofinanziate-dettaglio non secondario) è che qualsiasi mezzo espressivo può condurre alla solidarietà come la intende Noi, briciole.

Che sia la poesia, un racconto culinario o una foto artistica non conta. Per me l’arte e la cultura in sé perdono completamente di valore nel momento in cui sono fini a loro stesse e non trasmettono nulla di valido… Non credo nei poteri salvifici della cultura spocchiosa per una nicchia di eletti: la trovo un vezzo di vana gloria che offende l’intelligenza umana.

Molto meglio un buon senso di “apertura popolare” della cultura, di gran lunga meglio se al servizio del sociale. Unire solidarietà e espressione artistica rasenta la perfezione per me. Questo tenteremo sempre di fare con i progetti principali-trainanti le attività di Noi, briciole.


10) Chi te lo fa fare?
Eh eh eh!!!E’ una Missione di vita che vale la pena di essere portata a termine. Assolutamente. Non cito per buon gusto i soliti discorsi sulle vite umane salvate negli anni e le prospettive di futuro aperte a chi abbiamo aiutato. Rimango sul “personale” e rispondo solo dicendo che è la strada che sento più MIA. E non è cosa da poco averla individuata praticamente dall’infanzia e averla potuta percorrere già per quasi 10 anni! Mi sento un assoluto privilegiato! Auguro alle persone che più amo di trovare e seguire la propria strada fino in fondo: è il modo migliore per realizzarsi come persona e per vivere autenticamente ancorati alla propria essenza.



 
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